Chiesa Santa Maria di Betlem

Piazza Garibaldi , 72023 Mesagne (BR)

Appena fuori dalle mura del centro storico di Mesagne, uscendo da Porta Piccola, si affaccia la splendida Chiesa di Santa Maria in Betlem, un esempio scenografico dell’espressività dell’architettura barocca pugliese che merita una visita da vicino.
La Chiesa sorge sulle fondamenta di un tempio pagano (1528) che ospitava già al tempo la sacra effigie di Santa Maria di Betlem, tuttora visibile sul terzo altare a sinistra dell’ingresso, cui i mesagnesi attribuirono la liberazione dalla peste.
Nel 1608, dopo anni di incuria, la Chiesa passò alla Confraternita dei Padri Celestini che, visto lo stato disastrato dell’edificio, investirono per ricostruirlo dalle fondamenta su progetto dell’architetto Francesco Capodieci, già autore della Chiesa Matrice, e farne un gioiello del Barocco che vedete oggi. Alla ricostruzione si aggiunsero, nei primi anni del 1700, altre opere di pregio ad arricchire l’edificio, in seguito a un nuovo ampliamento riguardante l’intero complesso dei Celestini. Tra queste, le statue della facciata e gli altari laterali all’interno, opera probabile dei mastri scultori e architetti leccesi Pasquale e Domenico Antonio Simone. 
Oggi, il volto della Chiesa è una splendida tela di elementi barocchi, dove colonne e paraste di ordini diversi si alternano a nicchie e architravi abitate dalle statue dei Santi. Sul grande portale d’ingresso, di chiaro richiamo a quello della Chiesa Matrice, si appoggia l’edicola che ospita la statua della Vergine della Sanità, a ricordo del voto originario.
Lo spazio interno, arricchito da stucchi e decorazioni di scuola napoletana, si svolge su un’unica navata. Su quest'ultima si aprono cappelle dedicate a vari Santi con pregiati altari e opere d’arte. Il tutto termina nell’area del presbiterio, distinta grazie alla presenza di un maestoso arco di trionfo e al soffitto ribassato della volta affrescata. 
Tra le molte opere d’arte, particolare attenzione meritano l’altare maggiore decorato da marmi policromi, le due grandi tele nella zona presbiteriale e il magnifico organo sopra l’ingresso, che fa capolino da un palco di legno finemente intarsiato.
 

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